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Aristoxenus in Athenaeus

TitleAristoxenus in Athenaeus
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2000
AuthorsVillari, E
EditorBraund, DC, Wilkins, J
Ancient AuthorsAristoxenus Mus. (TLG 0088), Athenaeus Soph. (TLG 0008)
Book TitleAthenaeus and his world: reading Greek culture in the Roman Empire
Pagination445-454
PublisherExeter University Press
CityExeter
Abstract

I Deipnosohpistai di Ateneo conservano ben 27 frammenti di Aristosseno di Taranto (ca. un qunto del totale dei frammenti dell’edizione di Wehrli, più di ogni altro autore): di questi, 18 (oltre ad uno non considerato dal Wehrli) sono tratti da scritti sulla musica e la danza (16 si trovano nel solo libro XIV), mentre 8 sono ricavati da opere di natura biografica relative a pensatori e filosofi, in cui probabilmente Aristosseno considerò solo quei dati utili ai suoi fini polemici (vd ad es. i frammenti della Vita del ditirambografo Teleste; su Aristosseno biografo vd. Suet. fr. 1 Reiferse e Plut. mor. 1086c). E’ chiaro, quindi, che, per Ateneo, Aristosseno ha importanza non solo in stretta relazione musicale; d’altra parte, i Symmikta Sympotika di Aristosseno (Ateneo ne cita un ampio fr.: 14,632a = fr. 124 W.) possono ben essere considerati un precursore dell’opera di Ateneo, anche se non l’unico del genere.
Per molti frammenti è impossibile dire se si tratti di citazioni dirette o di seconda mano (quest’ultimo caso è molto probabile per Athen. 13,555d = fr. 57 W., dalla Vita di Socrate, con cui cfr. Plut. Aristid. 27 [448-9]). In quattro casi (frr. 45, 101, 109, 89 W), Ateneo cita Aristosseno indicando autore, titolo dell’opera e numero del libro; per i frr. 100, 124, 129, 50 W. manca il numero del libro; nei rimanenti diciannove casi, la citazione avviene ricordando solo il nome di Aristosseno. Tuttavia, se si pone a confronto il testo dei Deipnosophistai con quello della sua Epitome, si nota che, nel caso del fr. 89 W. (l’unico frammento aristossenico, fra quelli presenti anche nell’Epitome, di cui Ateneo, nel testo dei Deipnosophistai, dia titolo e libro dell’opera di provenienza), si constata che l’Epitome elimina del tutto titolo e libro dell’opera di provenienza della citazione (cfr. Athen. Deipn. 14,619d e epitom. 2,2, p. 127 l. 20); in un altro caso (11,467a), il testo dell’Epitome elimina quel pollakis con cui Ateneo mostra di riferirsi ad una affermazione ricorrente in più luoghi dell’autore citato [451]. Questi esempi suggeriscono come il testo dell’Epitome, nei casi in cui l’unico rimasto dell’opera, possa spesso omettere dati bibliografici presenti invece nell’opera completa. Questo potrebbe essere il processo per il quale molti frammenti possono essere divenuti adespota. Appendix: Fragments of Aristoxenus in Atheneus [453-4]. [Gianfranco Mosconi]

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