<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><xml><records><record><source-app name="Biblio" version="6.x">Drupal-Biblio</source-app><ref-type>17</ref-type><contributors><authors><author><style face="normal" font="default" size="100%">Willink, Charles William</style></author></authors></contributors><titles><title><style face="normal" font="default" size="100%">Again the Orestes 'Musical Papyrus'</style></title><secondary-title><style face="normal" font="default" size="100%">Quaderni Urbinati di Cultura Classica</style></secondary-title></titles><dates><year><style  face="normal" font="default" size="100%">2001</style></year></dates><volume><style face="normal" font="default" size="100%">97, n.s. 68</style></volume><pages><style face="normal" font="default" size="100%">125-133</style></pages><abstract><style face="normal" font="default" size="100%">E. Marino (Il papiro musicale dell'Oreste di Euripide e la colometria dei codici, in B.Gentili - F. Perusino (edd.), La colometria antica dei testi poetici greci, Pisa-Roma 1999) ha sostenuto che la disposizione del testo del P.  Vind. G2315 proposta da J. Solomon in GRBS 18, 1977, 77 va considerata come testimonianza di una diversa colometria del testo più in accordo con la colometria attestata dai mss. medievali e superiore a quest'ultima in caso di disaccordo (ai vv. 338-339-340, ove P. Vind. reca 339-338-340). In realtà, è preferibile pensare che 'P.Vind.simply gives the dochmiac measures (and the superscribed musical notes) with an appropriate divider wherever two measures are written uno versu': il segno di divisione non indica dunque nuovo verso. A sostegno della colometria dei mss. (dove questa è in conflitto con quella di P.Vind.) stanno: una lezione di alcuni mss. per il v. 338 ignorata dalla Marino ma accolta nell'ultima edizione oxoniense; il fatto che la colometria dei mss. è attestata anche in un papiro di VI-VII sec.; l'incertezza della ricostruzione proposta da Solomon per P.Vind. rr. 6-7. Nulla, poi, assicura che la notazione musicale di P. Vind. sia quella originale, e non il frutto di un ri-arrangiamento; in ogni caso, anche in altri importanti testimonianze di testi tragici con notazione musicale 'there is something demonstrably wrong with the text' [130]. D'altra parte, se gli editori alessandrini (dalle cui edizioni derivano i mss. medievali) disponevano ancora della notazione originale, allora proprio essi erano nelle migliori condizioni per approntare la corretta colometria dei testi. Anche una corretta interpretazione del testo dei mss. (l'oggetto di katolophúromai può essere solo l'Agamémnonos gónos), infine, conduce a preferire la successione dei vv. 338-339-340 in luogo di quella del P. Vind. 339-338-340. [Gianfranco Mosconi]</style></abstract><issue><style face="normal" font="default" size="100%">2</style></issue><notes><style face="normal" font="default" size="100%">cf. Gentili 2001, Postilla, QUCC 2001 97, n.s. 68.2: 135</style></notes></record></records></xml>