Figure danzanti nelle scene vascolari e nelle terrecotte di Lipari nel IV e nel III secolo a.C.

TitleFigure danzanti nelle scene vascolari e nelle terrecotte di Lipari nel IV e nel III secolo a.C.
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2003
AuthorsSardella, A
EditorBacci, GM, Martinelli, MC
Book TitleStudi classici in onore di Luigi Bernabò Brea
Series TitleQuaderni del Museo Archeologico Regionale Eoliano “Luigi Bernabò Brea”, Suppl. 2
Pagination73-89
PublisherAssessorato Regionale dei Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione
CityPalermo
Abstract

Dalla Lipari di età greca sono giunte sino a noi rappresentazioni di figure che danzano e, in molti casi, che suonano strumenti musicali sia in scene dipinte sui vasi, sia in forma di statuine di terracotta. Sia le ceramiche che le statuine provengono dalla necropoli liparese di Contrada Diana dove sono stati portati alla luce molteplici e ricchi corredi tombali esposti al Museo Archeologico Eoliano di Lipari, databili fra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. e costituiti da ceramiche prodotte localmente o nelle officine siceliote e italiote; completano il corredo vari oggetti fra cui terrecotte figurate di danzatrici e danzatori impegnati in vivaci movimenti; solamente quando recano nelle mani strumenti musicali, le figure assumono pose più statiche.
Nelle ceramiche sono predilette le raffigurazioni di figure femminili, ma non mancano quelle maschili in particolare nelle scene riferite al mondo dionisiaco o al mondo del teatro, esso pure strettamente legato a Dioniso, divinità che proteggeva i defunti nel viaggio nell'oltretomba. Fra i numerosi vasi liparesi riferibili al mondo dionisiaco e raffiguranti scene musicali, desta attenzione il cratere a calice dalla tomba 1050 attribuito al pittore Prado-Fienga: vi è raffigurata una giovane menade che compie un vorticoso movimento di danza agitando un grande tympanon alla presenza di altre tre figure rivolte verso di lei, fra cui un satiro. Sul grande cratere a calice dalla tomba 1675 (attribuito da Trendall ad autore vicino al Pittore del Louvre K 240), appare Dioniso che regge un barbitos; una menade, alla sua destra, sembra avere arrestato un movimento di danza mentre, alla sinistra del dio, un satiro, con le guance gonfie nell'atto di suonare l'aulos, danza rivolto verso Dioniso. Sul cratere a calice della tomba 446 attribuito ad artista vicino al Pittore di Maron, una menade, al centro della scena, danza accompagnata dal suono prodotto da un grande tympanon retto da una menade e dall'aulos di un satiro.
Nelle tombe di Lipari, come si è accennato, sono state ritrovate numerose terrecotte di danzatrici, musiciste e acrobate con strumenti musicali legate al mondo del teatro o alla sensibilità religiosa del IV-III a.C. A questo particolare momento storico sono anche da riferirsi i pinakes provenienti dalle fosse votive del santuario dell'ex proprietà Maggiore dedicato alle divinità ctonie dove sono raffigurate tre o quattro figure femminili (una di queste dietro l'altare) che suonano auloi e tympana e recano oggetti riferibili al culto di Demetra. [Angela Bellìa]

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