La danza e lo spettacolo. Ethos e pathos del movimento

TitleLa danza e lo spettacolo. Ethos e pathos del movimento
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2000
AuthorsRispoli, GM
EditorGarzya, A
Ancient AuthorsAristoxenus Mus. (TLG 0088), Aristoteles et Corpus Aristotelicum Phil. (TLG 0086), Damon Mus. (TLG 2232), Plato Phil. (TLG 0059)
Book TitleIdee e forme nel teatro greco: atti del Convegno italo-spagnolo. Napoli 14-16 ottobre 1999
Pagination395-429
PublisherM. D'Auria
CityNapoli
ISBN8870921859
KeywordsAristosseno di Taranto, Aristotele, Damone, danza, ethos, mimesi, Platone
Abstract

Aristosseno di Taranto, nel Perì tragikes orcheseos, distinse le danze tipiche della poesia lirica (pyrriche, gymnopaidike, hyporchematike) da quelle proprie del teatro (tragike, komike, satyrike), quest'ultime disposte in tre eide (emmeleia, sikinnis, kordax). Come Damone e Platone, Aristosseno traccia una discriminante fra danze spoudaiai e phaulai, attiva non solo in ambito greco ma anche fra i non-Greci: la connotazione etica caratterizzava ogni danza. L'assetto teorico impostato da Aristosseno è però solo l'esito di un lungo processo, in cui la danza, da 'privilegiato strumento di espressività corporea' in età arcaica, viene inserita 'nelle categorie della mimesi', già codificate a livello musicale e figurativo: 'una volta maturato il processo di formalizzazione, l'espressività corporea e la scelta comunicazionale della danza risultarono subordinate alla tipologia del linguaggio musicale prescelto (armonie, tropi e modi) e ad una semiotica di movimenti e posizioni del corpo'. E' in particolare la trattatistica filosofica a rivolgere la propria attenzione all'aspetto etico della danza, ma antecedenti possono essere visti già in Erodoto (6,128: qui ricorre la prima attestazione del termine emmeleia) e poi in Senofonte (symp. 2,17) che riporta l'opinione di Socrate; nei frammenti di Damone di Oa abbiamo 'la prima riflessione puntuale sui fondamenti etici della danza', ed è alla sua dottrina che risale probabilmente la riflessione platonica sull'argomento contenuta nelle Leggi. Non mancarono reazioni a tale concezione etica della danza: ne sono testimonianza il P.Hibeh 13, poi il De musica di Filodemo di Gadara e il Contro i musici di Sesto Empirico.
In Aristotele (che affrontò il tema in Politica 8 e nella Poetica) si nota una certa indifferenza all’aspetto 'teorico dell'etica della danza', forse per effetto di quanto affermato in pol. 8,5,1340a29, sul fatto che, fra gli oggetti di sensazione, solo quelli sonori possono produrre mimesi di qualità morali. Aristosseno, 'damoniano e pitagorico di formazione, convinto assertore dell'ἧθος musicale e dell'efficacia paideutica ed etica della musica' traferisce le concezioni aristoteliche sull'ethos dal campo etico a quello musicale, pur attribuendo – diversamente che il suo maestro – maggior peso alla vista: è proprio questo diverso peso che gli permette di assegnare una valenza etica alle esibizioni orchestiche, come mostra Arist. Quint. de mus. 2,4, 'un passaggio di riconosciuta ascendenza orchestica'. [Gianfranco Mosconi]

Site information

© 2007-2012 MOISA: International Society for the Study of Greek and Roman Music and Its Cultural Heritage


Site designed by Geoff Piersol and maintained by Stefan Hagel
All rights reserved.