ῬΗΤΩΡ ΜΟΥΣΙΚΟΣ ἈΝΗΡ: invitation à une lecture musicologique de certaines catégories de la rhétorique grecque antique

TitleῬΗΤΩΡ ΜΟΥΣΙΚΟΣ ἈΝΗΡ: invitation à une lecture musicologique de certaines catégories de la rhétorique grecque antique
Publication TypeBook Chapter
Year of Publication2002
AuthorsMalosse, P-L
EditorMalhomme, F
Ancient AuthorsDionysius Halicarnassensis Hist., Rhet. (TLG 0081)
Book TitleMusica Rhetoricans
Pagination45-55
PublisherPresses de l'Université de Paris-Sorbonne
CityParis
ISBN9782840502272
KeywordsAnonimo del Sublime, Dionisio d’Alicarnasso, Oralità, PseudoErmogene, retorica
Abstract

Per gli antichi, un discorso era in primo luogo 'quelque chose que l'on écoutait', e non un testo soltanto scritto. Questa circostanza, congiuntamente all'importanza della musica nell'educazione delle classi colte di lingua greca, ancora in piena e tarda età imperiale (cfr. Iul. Imper., epist. 109), e quindi alla diffusa conoscenza di questioni musicali anche da parte di studiosi di retorica (Filodemo di Gadara scrisse un trattato di musica ed uno di retorica; la Suda definisce Dionisio d'Alicarnasso sophistès kaì mousikós), spiega l'ampio spazio che hanno i riferimenti alla musica nella trattatistica retorica antica [45-7]. Si vedano termini, carichi di connotazioni musicali come synthesis (Aristosseno), usato per il titolo di un'opera retorica di Dionisio d'Alicarnasso (in Ael. Theon., progymnasm. 62,6 viene definita addirittura ermosméne, 'armonizzata') o prooímion; si vedano le metafore musicali con cui Dion. Hal. Demosth. 2,4-5; 18,5; 22,1 illustra gli stili di vari autori in prosa; vd. gli espliciti raffronti fra retorica e musica in Dion. Hal. de comp. 13 e Plut. de aud. 7; i raffronti fra musica e retorica coinvolgono anche la descrizione degli effetti sul pubblico ([Long.] de subl. 39,2-3) [49]. Nella trattazione dell'elocutio, poi, vivissima è l'attenzione agli aspetti sonori e musicali del discorso pronunciato: qualità dei suoni, ritmo, melodia [51-2]. Lo stesso concetto di períodos, prima di designare un'unità logico-sintattica, sembra avere un carattere musicale, designando l'unità ritmico-melodica di una sezione di testo, dovuta all'emissione vocale e all'intonazione dell'oratore (vd. ad es. [Long.] de subl. 40,1); tale concetto verrà, in età più tarda, espresso da [Hermog.] de inv.183,13-6 con il significativo termine pneúma, mentre períodos si avvia ad acquisire un senso propriamente intellettuale, nel segno di un progressivo declino dell'oralità della retorica a vantaggio di una concezione scritta e 'visiva' della stessa [52-5].

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