Les voyageurs et la musique des autres en Grèce ancienne: notes preliminaires

TitoloLes voyageurs et la musique des autres en Grèce ancienne: notes preliminaires
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2001
AuthorsJacob, C
Ancient AuthorsStrabo Geogr. (TLG 0099), Gaius Plinius Secundus (PHI 0978), Pomponius Mela (PHI 0929), Flavius Arrianus Hist., Phil. (TLG 0074)
JournalMusica e storia
Volume9
Issue2
Pagination419-434
Abstract

Nella letteratura greca sono assai rari i resoconti di viaggio condotti in prima persona: ciò, fornendo poco spazio all'impressione soggettiva, spiega il limitato spazio dato all'esperienza musicale nelle opere geografiche (nel Trattato sul mar Rosso di Agatarchide di Cnido, nel Periplo del Ponto Eusino, nell'Indiké di Arriano, la musica è assente) [426-7]. In Strabone, autore di sensibilità stoica, la musica è ben più presente, essendo sentita parte integrante della paideía di quel mondo (in parte ellenico o ellenizzato) che egli descrive (cfr. soprattutto 10,3,9ss.); le musiche degli 'altri' sono menzionate sempre in relazione al 'modello' greco (vd. la musica degli Indiani in 15,1,22ss.) [429]. Talora il ruolo della musica è quello di marcare anche nella sfera sonora 'l'alterità' di un luogo, come, nel Periplo di Annone (§ 14), la musica di flauti, cembali, tamburini e grida che si leva di notte da una isola atlantica - ai confini dell'ecumene - la quale di giorno appare invece deserta; non a caso, fatti simili sono ricordati da Plinio il Vecchio (5,1) e Pomponio Mela (3,9) per il monte Atlante. Viceversa, Alessandro Magno, in India, ricorre proprio all'istituzione di agoni musicali alla greca per ricreare, ai confini del mondo, un angolo di mondo familiare ai propri soldati (Arriano, Anab. 18,2 e 36,3) [430-2]. Le notazioni 'acustiche' e musicali nella letteratura di viaggio tendono dunque a dislocarsi soprattutto nella paradossografia più che nella descrizione etnografica: è stretto il legame con i racconti di viaggio mitici e poetici, dove - vd. l'episodio delle Sirene nell'Odissea, i viaggi degli Argonauti o d'Orfeo - la musica, proprio perché centrale nel mondo greco, appare una forza soprannaturale dai pericolosi poteri magici, contribuendo a caratterizzare 'l'alterità' del viaggio stesso [433-4]. [Gianfranco Mosconi]

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